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Festa di compleanno parte I
Salve, voglio raccontarmi la mia storia. Mi chiamo veronica e ho 24 anni, sono sempre stata e sono ancora oggi una ragazza che dedica molto tempo al sesso. Ho un fisico molto provocante, porto una quarta di seno, ho un bellissimo culetto, sono molto carina e ho una fighetta molto grande e pelosa. Un giorno io e le mie amiche ci trovammo insieme ad una festa di compleanno di un nostro amico e c’erano molti ragazzi e ragazze. Ero vestita molto sexy, indossavo un piccolo tanga, un paio di calze nere autoreggenti, coperte da un’aderente minigonna molto corta, tant’è che si intravedevano il ricamo delle calze e il tanga. Avevo inoltre una magliettina molto aderente e scollata dalla quale era possibile vedere il reggiseno di pizzo che indossavo per contenere le mie belle e dure tette. Quel giorno sentivo dentro di me qualcosa di molto forte, di molto caldo, forse perché il mio fidanzato era stato fuori per motivi di lavoro per una settimana e quindi ero molto vogliosa di cazzo. Tra la folla in particolare c’era un ragazzo molto carino che fissava continuamente me e le mie amiche. Ad un certo punto questo bel giovane si avvicinò a noi per offrirci da bere e noi accettammo. Mario si chiamava, osservava particolarmente me e scambiammo due chiacchiere mentre le altre mie amiche furono intrattenute da altri giovani. Parlammo quindi per quasi un’oretta, fino a quando lui mi disse che ero molto carina. Io ero molto eccitata quel giorno e ricambiai immediatamente l’apprezzamento. Proseguendo nel discorso mi disse se ero single e io allora gli risposi che ero fidanzata, solo che il mio ragazzo era fuori per motivi di lavoro. Continuammo a parlare del più e del meno fino a quando Mario mi disse se volevo fare un giro con lui. Io subito accettai. Salutai le mie amiche e ci avviammo verso la sua macchina. Lontani da occhi indiscreti l’atmosfera si fece sempre più calda e Mario incominciò a palparmi le coscie e avvicinava le sue labbra carnose alle mie. Ci proiettammo quindi in un bacio appassionante mentre ognuno di noi due cercava di trovare la lingua dell’altro. Slinguazzammo baciandoci per molti minuti, fino a quando lui si scostò dalla mia bocca e cominciò a baciarmi il collo fino a scendere al petto. Rimase stupito quando avvicinò la sua calda mano al reggiseno di pizzo, i capezzoli erano molto duri e Mario continuava a palpare le tette con la mano mentre cercava di avvicinarvi la bocca. Io mi tolsi la magliettina e iniziai a sbottonarmi il reggiseno cossichè lui potè leccare tutto quel ben di dio. Mentre lui succhiava il mio rigoglioso seno, io iniziai ad avvicinare la mia mano alla cerniera dei suoi pantaloni e subito notai una consistenza fuori dal comune. In quel momento ero eccitatissima, ma siccome la posizione era scomoda e stava arrivando gente, ci recammo a casa sua. Appena entrati nell’appartamento, essendo ancora tutti e due molto eccitati, ci buttammo subito sul letto. Vogliosa di cazzo gli sbottonai il pantalone e iniziai a strusciare le guance contro il suo slip che conteneva il suo gonfio cazzo. Ormai non ce la facevo più, gli sfilai gli slip e presi a stento tra le mani quel grosso e gonfio uccello. Sentivo le vene del suo cazzo pulsare tant’era forte l’eccitamento. Subito con le mie delicate mani iniziai una sega straordinaria, e mi infilai quel grosso cazzo nella bocca. Iniziai a spompinare come una vera puttana e sentivo lui che già ansimava. Succhiavo quel bel glande come un ghiacciolo d’estate mentre con la mano continuavo a masturbarlo. A quel punto non resistette più e mi inondò la bocca di un mare di sperma denso e cremoso che a fatica riuscii a mandarlo giù. Poi ripresi fra le mani quel grosso cazzo che era più duro di prima e lo pulii per bene. A quel punto Mario, arrapato com’era, mi iniziò a togliere la minigonna e avvicinò la bocca al mio tanga dove già si intravedeva la densa peluria che ricopre la mia figa ormai fradicia. Iniziò a leccarmi tra le cosce e io, svenendo quasi dall’eccitamento mi tolsi il tanga cossichè Mario potè ammirare quella splendida e rigogliosa foresta che ricopre la mia fighetta. Con l’acquolina in bocca lui avvicinò le sue labbra a quelle della mia vagina e iniziò a leccarmi il clitoride, mordendone delicatamente le labbra. Godevo e ansimavo come una vacca e lo pregai di continuare. A quel punto arrivati ormai al massimo dell’eccitamento staccò la sua testa dalle mie cosce, prese tra le mani il suo enorme cazzo, e me lo infilò violentemente nella figa. All’inizio diedi un gemito di dolore, ma subito dopo questo fu sovrastato dall’enorme piacere che subentrò quando Mario iniziò a stantuffarmi. Mentre l’enorme arnese entrava nella figa, io sentii percorrermi tutto il corpo di un intenso brivido, che si ripeteva quando iniziava ad infilarmelo. Godevamo tutti e due come due cavalli in calore e io mi sentivo una vera puttana. Lui mi diceva frasi del tipo :”Amore, hai una figa favolosa, vorrei continuare per sempre a stantuffarti senza mai sborrare”, mentre io, così presa dal godimento, non facevo altro che ansimare. Ad un certo punto sentii che stavo per venire e mentre quella grossa asta mi infilava sin dentro le budella, iniziai a tremare e a urlare per il piacere, fino a quando sentii un forte formicolio del suo cazzo e subito dopo la mia figa fu inondata da un fiume di sborra calda che mi penetrò in tutte le membra.

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