STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
POMERIGGIO A TUTTO SESSOmia moglie e l'amicaIl mio cuginettoil furtoil bidello e la maestraLaura83 conla troia della prof. di italianomia moglie è moltolimitatagli amici francesi
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

L'esperienza di Roberta
Scritta da: Allorbert (8)

Roberta, 18 anni, amica di lunga data, si era lasciata da poco con il suo ragazzo dopo due anni, Martino, anche Martino era un amico di lunga data, ma dopo che si lasciarono lui decise di allontanarsi dalla nostra cerchia di amici.
Roberta spesso parlava con la mia ex ragazza, che mi disse circa un anno prima che da quando era con Martino si era trasformata in un’infoiata, faceva sesso continuamente e voleva farlo dappertutto, era attratta dal rischio e non si accontentava mai.
Maggio, non batto chiodo da un mese circa, non trovo ragazze, avevo trovato Giulia, visetto d’angelo, buona da svezzare, ma a fatica mi fece un pompino, l’illuminazione mi arriva un pomeriggio camminando per il paese, vedo in lontananza Roberta, i riccioli castani ammassati in un tuppo molto approssimato, toppino nero a reggere una quarta prorompente che si mostrava sotto i raggi del sole delle sei, il tutto completato da pinocchietti di jeans e decolté nere che mostravano quei bei polpacci appena più grossi che si legavano bene alla sua corporatura carnosa e al suo culo sporgente , inutile dire che tutti i vecchietti del Corso si giravano per guardarla.
Ci avviciniamo sempre più, si accorge di me e mi sorride da lontano, sorrido anche io, siamo di fronte “ciaoooo” diciamo entrambi, ci abbracciamo, che buon odore che ha. Io ero in giro a cazzeggio essendo in ferie obbligate per due settimane, lei doveva andare da un’amica, ma sorprendentemente, prende il cellulare e mi dice “ti va se andiamo al bar? Ti offro un caffè” io rispondo un po’ stupito “si” lei prontamente risponde “ok allora dico a Lorena che ci vediamo tra un’ora o poco più”. Ci sediamo fuori ai tavolini, ordiniamo, parlando dei progetti per l’estate, finiamo inequivocabilmente a parlare della storia con Martino che era finita ormai da due mesi “ma lo pensi ancora?” chiesi interessato “lo penso” rispose, poi alzando gli occhi e poi riabbassandoli continuò “ma mi accorgo che quello che mi manca di più è il sesso, insomma se ero davvero innamorata di lui doveva mancarmi anche altro o no?” io dissi “già sarebbe molto farti sentire di nuovo dopo quello che ti ha fatto, se senti solo una mancanza sessuale allora è meglio se fai l’esatto contrario, lascialo perdere e fatti delle storie con chi ti attrae” Roberta continuò ad aprirsi a me come se fossi la sua miglior amica “non voglio passare per una puttana, in paese dopo che te ne sei fatti tre o quattro già ti guardano male” e aggiunse “e poi non è che mi manca il sesso in se per se, ma il modo in cui lo facevo con Martino” si fermò, io indugiai “scusa se te lo chiedo, ma che facevi di particolare? Sempre se me lo vuoi dire è chiaro” lei mi guardò, sorrise “ci conosciamo da tanto ma non abbiamo mai parlato di sesso, eppure da quello che mi diceva Serena eri uno fantasioso a letto, ci dovremmo trovare in sintonia” io accennai un mezzo sorriso “bè più che altro non riesco a essere legato sessualmente a una sola persona, ho bisogno di nuove esperienze” e poi sferzante aggiunsi “e ciò che mi fa paura è che non mi basta neanche più la singola ragazza, voglio trasgredire, voglio fare qualcosa di davvero forte” feci una pausa, lei non rispose e allora aggiunsi “non so se mi capisci” e lei disse “la cosa più forte per me e Martino era farlo in posti strani, ultimamente era invece farlo in posti rischiosi, dove potevamo essere scoperti o spiati, l’idea di essere guardata mentre scopo mi eccita da un po’ di tempo”. Nel mio sguardo credo ci fosse soddisfazione, non se trasparisse, stavo parlando con una porca in erba, pronta a provare qualsiasi esperienza, dovevo cogliere l’occasione “allora la cosa migliore è provare un’esperienza ancora più forte di quelle fatte fino ad ora con Martino, così dimentichi lui e colmi alla grande la tua carenza sessuale” dissi con occhio vispo, lei ridendo rispose “tu sai come risolvere i problemi eh?!” prese la borsa, pagò il conto e mi disse “andiamo va, mi accompagni fino a casa di Lorena?” “certo” dissi e ci incamminammo.
Durante la strada mi diceva dei suoi problemi a scuola visto le ultime interrogazioni e io le dissi “a me mancano tanto quei bei filoni di maggio quando sai di avere 3 interrogazioni in un giorno” lei sorrise e disse “che ne dici di un revival con me domani? Domani se entro il prof di chimica mi lincia” risposi prontamente “ok, se vuoi ti passo a prendere dalla fermata del pullman con la macchina e scendiamo verso mare” lei molto entusiasta disse “a mare? Che bello, ci metteremo un po’ ma mi piace un sacco l’idea” eravamo sotto casa di Lorena “a domani allora” mi diede un bacio sulla guancia “passo alle sette” dissi “ok” rispose “ciaooo” e chiuse il portone.

Giorno seguente, alle 7 la prendo, facciamo colazione appena fuori paese e ci mettiamo sulla lunga strada che porta a mare, in un’ora e mezza siamo sulla riviera, il caldo è di quelli tosti, ma la gente è pochissima, andiamo subito sulla spiaggia e camminiamo, l’acqua è troppo fredda per farci il bagno.
Dopo aver camminato per un po’, ci fermiamo vicino a una vecchia baracca, forse le cabine di un vecchio stabilimento balneare, ci sediamo per terra, vedo passare due ragazzi di colore con borsoni, sicuramente due venditori ambulanti che si sistemano pochi metri dietro di noi e sistemano la loro merce, guardo Roberta e chiedo “farlo con i ragazzi del paese ti darebbe fastidio e invece che mi dici di quei due bei mori che stanno alle nostre spalle?” lei sorrise diventando rossa “ma è vero che hanno i cazzi così lunghi come dicono?” risposi “Martino non ti ha mai fatto vedere un film porno?” Roberta esclamò “è un’esperienza che mi manca” io dissi “bè comunque è vero, male che ti va ti ritrovi un cazzo di 18 centimetri” lei scoppiò in una risata fragorosa gettandosi addosso a me, ma girandosi verso i due ragazzi per squadrarseli meglio “se vuoi ci vado a parlare” dissi mentre lei continuava a ridere, si fermò “non ci credo che vai” disse ancora con le lacrime agli occhi “senti tu mi devi promettere però che ti fai sbattere da quei due” dissi con tono serio “se no poi quelli ci restano male” lei sempre con sguardo ridente disse “e tu che fai?” io risposi “se vuoi mi inserisco anche io, ma voglio anche farmi una bella sega nel vederti trombata da quei due” mi guardava con sguardo malizioso, la cosa le piaceva e anche molto, non c’era bisogno che me lo diceva, mi alzai da terra e dissi “allora vado” e lei sempre guardandomi disse “vai”.
Mi avvicinai ai ragazzi “ciao giovanotti tutto bene?” loro sorridendo dissero “certo amico, vuoi comprare qualcosa?” io scossi la testa e risposi “no no, di dove siete?” uno di loro mi disse “Senegal” “bene” dissi io “Diouf, Camarà” loro sorrisero “sentite un po’” incalzai “voi ora dovete lavorare?” l’altro mi disse “no attacchiamo alle tre di pomeriggio con le bancarelle” “bene” dissi “vi piace quella ricciolina che sta seduta li per terra?” “siii” dissero entrambi “tua ragazza?” mi chiese uno di loro, risposi “no no, è un’amica molto curiosa, ha detto che vuole provare due cazzi neri” si misero a ridere “amico tu stai scherzando” mi dissero “assolutamente no” risposi “voi trovatemi un posto nelle vicinanze e ve la porto pronta a farsi scopare, miraccomando non deludetela” risero ancora e uno di loro disse “senti se è tutto vero, noi ci possiamo mettere anche qui dietro alle baracche, mettiamo due teloni e stiamo comodi” sorrisi “iniziate ad andare” dissi “ora ve la porto”.
I due neri si alzarono e si diressero verso il retro dello stabilimento, io andai da Roberta “tutto ok, se vuoi possiamo andare” lei con viso stupito disse “veramente? Ma sei pazzo?” io la guardai e dissi “eh bella mia ormai mi hai dato la parola, quei due stanno già con i cazzi dritti e aspettano solo di sfondarti” lei continuò a ridere e disse “ma tu stai scherzando, mi stai facendo uno scherzo, tanto lo so che andiamo la dietro e non c’è proprio nessuno” io esclamai “allora se sei così sicura perché non vieni con me?” di colpo si alzò da terra, diede due schiaffi al jeans per togliere la sabbia e disse “andiamo”.
C’era una strettoia di una decina di metri, la percorremmo, alla fine di questa c’era uno spiazzo sabbioso e i due ragazzi intenti a stendere i teli, appena uscita dalla strettoia anche Roberta dissi “eccoli la tutti per te” Roberta divenne rossa in viso, credevo che in quel momento si sarebbe tirata indietro, le diedi una pacca sul culo e la spinsi ad andare, si girò, mi sorrise e andò. I due la stavano aspettando, appena vicino a loro fecero subito conoscenza, uno dei due, il più alto, entrò con le mani nel top facendo scendere le due bretelle e tastando il seno, l’altro invece le toccava il culo con un moto rotatorio della mano, quasi per vedere quanto fosse grande. Neanche lei perse tempo, tastava i due cazzoni dritti celati dai bermuda e cercava di prenderli in mano.
La conoscenza durò poco, molto velocemente uno di loro le abbassò il top e il reggiseno in un solo colpo, mentre l’altro le sbottonò i jeans, che scivolarono fino alle sue caviglie mentre Roberta era intenta a togliersi le scarpe, pochi secondi ed era nuda con le tettone stupende libere e un piccolo slippino nero a coprirle la figa. Loro invece si tolsero le t-shirt e abbassarono bermuda e boxer restando con completamente nudi, fecero inginocchiare Roberta e le portarono alla bocca due mazze enormi, quello più alto doveva avere 25 cm di cazzo, l’altro circa 20. Roberta era il ritratto della felicità, segava quei cazzi in modo quasi ipnotico e mordendosi il labbro disse “mmm che belli” e iniziò a spompinarli a turno, li leccava in tutta la loro lunghezza, poi cercava di spingerli in gola il più possibile insalivandoli tutti e rendendoli grondanti e luccicanti, li sbatteva sulla lingua e sulle guance e poi faceva sfiorare le due cappelle leccandole velocemente con la lingua.
Io mi stavo masturbando con veemenza e sentii subito il dolce brivido dell’orgasmo, mi avvicinai a lei e le dissi di spalancare la bocca, lasciò i due cazzi e prese il mio pene tra le mani, lo segò appena due volte e le riempii il volto di sborra, gocciolava sperma dalle guance, dal naso e dal mento, con le dita recuperò tutto e leccò tutto il mio nettare, prima di ricominciare a pompare i due cazzi mi disse “leccami la figa” e così dicendo si stese e spalancò le gambe mentre i due ragazzi si inginocchiavano per permettere alla troia di completare l’opera.
Le leccavo quella bella fighetta depilata e ingrossata per l’eccitazione, le stuzzicavo il clitoride e poi spingevo con la lingua fin dentro le labbra, grondava di umori. Stava iniziando a gemere e mi fermò “nooo non voglio venire” disse bloccandomi la testa a pochi centimetri dal suo sesso, e così ordinò ai ragazzi di alzarsi, voleva essere fottuta da tutti e due.
Si mise a pecora, il ragazzo con il cazzo più corto, senza che Roberta li dicesse nulla, si inginocchiò e puntò dritto al buchetto del culo affondando con la faccia tra quelle due belle natiche carnose, sbattendosi a destra e a sinistra con il capo, allargando il buco a più riprese, sputandoci dentro e infilandoci fino a tre dita. Inutile dire che Roberta godeva tantissimo per questo trattamento, inarcando ancora di più la schiena e mantenendo a tratti la testa del ragazzo, restando con il corpo in tensione e con le mammelle che si muovevano a ogni scatto provocato da dietro.
Quando il buco del culo fu pronto, il ragazzo con un cenno chiamò anche l’altro che prontamente si posizionò sotto il ventre di Roberta, lei si lasciò cadere lentamente sull’enorme cazzo che era in tiro sotto di lei, quando i due sessi si toccarono, afferrò con decisone il cazzo tra le mani e lo direzionò per bene nella sua fighetta che lo accolse non senza difficoltà. La troietta iniziò piano piano a prenderci confidenza e a saltellarci su, roteando a mezz’asta con il bacino e gemendo “mmm wooow che bel cazzo grosso e duro” e sorrideva al ragazzo che si stava godendo quella puttanella.
Dopo un po’ scese ancora di più e si fece leccare per bene le tette che sbattevano con forza una contro l’altra visto il ritmo che aveva preso, l’altro ragazzo provò a fermarla dai fianchi per sfondarle il culo, ma lei appena sentì le mani disse “fermo fermo, fammi venire fammi venire” la terza volta che lo disse esplose “fammi venireeeeeee aaaaaah uuuhm” si contorceva e si stringeva al ragazzo che non si fermava ancora “bello mio che goduria” continuava a delirare, poi girandosi a fatica verso dietro disse all’altro “dai ora vieni anche tu” e si diede un fragoroso schiaffo sulle natiche, che spettacolo che era, io avevo di nuovo il cazzo tra le mani, ed ero pronto a metterlo in bocca.
Roberta si mise in posizione per permettere al meglio la penetrazione anale mentre restava impalata ancora dal cazzo in fica, il ragazzo dopo aver lubrificato ulteriormente, pose la cappella sul buco ed entrò molto piano, quando era arrivato ad un’adeguata penetrazione iniziò a fotterla con un certo ritmo, Io puntualmente arrivai davanti a lei col cazzo in tiro, il suo viso era trasfigurato dal godimento, le dissi “bè come si sta con due bei cazzoni neri tra le cosce?” lei ridendo a fatica mi disse “cosa vuoi fare con quel bel cazzo?” io risposi “c’è spazio in quella boccuccia da troia che hai?” lei rispose sempre ridendo affannosamente “certo quanto ne vuoi” e spalancò la bocca, vederla così a bocca aperta a sbattuta a tutta forza da dietro mi eccitava molto, che puttana.
Le infilai con forza il mio cazzo in bocca, faticavo a trovare il ritmo, così più che altro lo entravo e lo uscivo dalla bocca, con lei che leccava quando poteva e sputava su, in pochi minuti era grondante di saliva. Passò poco che il ragazzo che la inculava venne fuori e mi fece segno di andare io la dietro, Roberta capì e mi disse “si dai inculami a tutta forza, mi state spaccando” il ragazzo intanto si mise il piedi davanti a lei segandosi con veemenza il cazzo, Roberta alzò la testa verso l’alto e accolse denso e bianco sperma che colava a goccioloni dalla cappella violacea.
Io intanto entrai senza difficoltà nel culo, stantuffandola subito con forza, era una goduria, mi sentivo lontano dall’orgasmo e spingevo come un matto mentre la sentivo godere sempre più ad alta voce, finchè non aumentò il ritmo del suo respiro e arrivò al culmine ululando come una cagna “aaaaaaaah basta basta per favore basta aaah”. Uscimmo entrambi dal suo corpo, lei era sfinita per terra, il ragazzo col cazzo lungo non era ancora venuto però e lo vedevo gironzolare intorno a Roberta che affannosa e a occhi chiusi respirava affannosamente, mi avvicinai e dissi “Rò il ragazzo qui vuole essere ancora soddisfatto, perché non li fai fare un giro nel tuo culetto anche a lui?” lei mi guardò con gli occhi semiaperti e sorridente, si girò verso il ragazzo che aveva il cazzone tra le mani e se lo segava lentamente, si morse il labbro (forse pregustò quel bel cazzo in mezzo al culo) e si mise in ginocchio con il culo bello alto così da permettere una bella penetrazione a quel bell’arnese. Lui allargò il buco e ci sputò dentro più volte, nonostante colasse ancora umori, posizionò la cappella ed entrò facilmente iniziandola a pompare, in pochi secondi era quasi entrato tutto, incredibile, a ogni botta scendeva più giù e Roberta era ormai un grido continuo di dolore e goduria, in mezzo a quelle grida forse era anche venuta più volte, la stava letteralmente spaccando in due, lui era violento e i suoi gemiti facevano quasi paura. Dopo alcuni minuti Roberta si era lasciata andare per terra e il cazzone nero continuava a infierire con forza mantenendola per i fianchi, il corpo di Roberta sembrava quasi senza vita, era completamente abbandonata alla botte che le venivano inferte da dietro, i mugolii erano diventati quasi una cantilena, era sfinita.
Finalmente il ragazzo venne, la riempii tutta e la lasciò per terra dandoli un bello schiaffo su quel bel culo stremato. I due neri si risistemarono, ma io non avevo ancora soddisfatto il mio uccello, Roberta era per terra, quasi in trans, la girai con violenza e puntai dritto il cazzo nella sua fica, lei quasi con voce scocciata disse “dai no non ce la faccio più” io le dissi arrapato a mille “dai pochi minuti e vengo, ti voglio venire dentro” e infatti fu così, neanche due minuti e le venni nella fica, non lo avevo mai fatto. Mi alzai, mi rivestii e io e i ragazzi ci dirigemmo verso Roberta ancora nuda e assonnata per terra per tirarla su, ma lei non ne volle sapere e disse di svegliarla dopo, io e i ragazzi allora la lasciammo li e ci andammo a prendere qualcosa al bar, tornammo dopo mezzora ed era ancora li a dormire per terra, non si svegliò prima di mezzogiorno, ci rimettemmo in macchina e partimmo per casa. Prima di scendere dalla macchina vicino alla fermata del pullman vicino casa mi disse “grazie per avermi fatto dimenticare Martino” e sorridendo chiuse la portiera.

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 93): 7.2 Commenti (23)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10