STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
Mia cuginaPrimaveraLA SCOPATA CON ANNA 2mauro prima parteIl falso confessoreL'uomo della caldaiapiacevole scopertaOrgia marina
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

La pił bella (e troia) della scuola
Questa storia non è propio recente, e successe quando ancora avere rapporti prematrimoniali con il propio ragazzo era uno scandalo, figuriamoci altro.
Non era come oggi che c'è una grande libertà sessuale, allora una ragazza che parlava di sesso era una donnaccia.
Io allora ero un diciassettenne con i calli alle mani per le seghe che mi facevo. Ero di buona famiglia per questo potè finire di studiare e diplomarmi al contrario di molti miei coetani.
Allora la ragazza più bella e desiderata della scuola era una certa Elisa: rossa di capelli con un corpicino esile e due grandi occhi blu.
Prima di quel giorno vedevo solo questo.
Come dicevo Elisa era la più desiderata e ammirata e io ne ero innamorato follemente. Lei però continava a cambiare accompagnatore sempre più spesso e mai si accorgeva di me.
Un giorno mi si avvicinò e mi disse "Ciao!" Quel ciao mi fece impazzire, arrosì ma non persi l'occasione e la invitai nel pomerigio a casa mia.
Quando entrò rimase molto impressionata dalla casa, non avendo una camera mia (la dividevo con i miei fratelli) la feci accomodare nello studio di mio padre.
Incomminciammo a parlare e subito passammo alle confidenze. Le chiesi come mai cambiasse così spesso ragazzo e lei mi rispose "Tutti mi giurano amore, ma poi da me vogliono tutti la stessa cosa: che io li faccia divertire" Mio malgrado queste parole mi eccitarono e quandi lei si accorse del pacco mi disse "lo sapevo eccone un altro..." e fece per andarsene. Allora io la bloccai e le dissi "No Elisa, no. Ti sbagli. Io ti amo davvero, è solo che a sentire che ti sei già concessa..." "Mi ami?"Ribattè lei con aria di sfida "Se mi ami davvero ora farai la mia parte e ti farò capire come mi sento quando sono con un ragazzo". Accettai.
Lei mi intimò di spogliarmi e sendermi sul divano.
Io all'inizio mi opposi, non era quello che volevo e poi se fosse entrato mio padre non si sarebbe certo congratulato con me.
Ma lei insistette "come prova d'amore o me ne vado". L'accontentai.Mi spoglai e mi stesi supino sul divano. Al pensiero di vederla nuda il mio pene si eresse subito. Lei mi guardò scuotendo la testa, si tolse le mutandine e sedutasi a cavalcioni si di me se lo infilò subito dentro.
Non fi molto piacevole, nessuno dei due era lubrificato e l'attito mi fece male.
Lei si mosse un pò su di me e la cosa si fece bella, poi venne e decise che bastava così.Smontò e mi disse "Ecco, è così che i ragazzi mi trattano, si svuotano i coglioni e poi tanti saluti". E io? Cosa ero stato la sua vendetta sul mondo maschile? Io l'avevo duro da far male e non ero venuto. Le chiesi di continuare e lei iniziò a fare la preziosa. La preziosa? Quella gran troioa....Non ci vidi più:L'afferrai per i capelli e la gettai a terra, la feci inginocchiare davanti al divano tenendola ferma con il mo corpo. Volevo rimetterlo in figa ma lei si dimenava così decisi che il primo buco buono andava preso: appoggiata la cappella alle natiche non apsettai tempo e lo infilai tutto di un botto: fece più male di prima.Lei iniziò a piangere e supplicarmi di lasciarla ma ogni lacrima, ogni supplica mi eccitava di più e così le feci ben bene il culo. Alla sua ennesima supplica feci il galante e le chiesi "tesoro,posso sborrarti in culo?" Lei piangendo mi supplicò di non farlo e io uscì, la feci girare verso me e tenendola per i capelli le dissi "va bene, ma anche io ho diritto di venire, quindi adesso succhia," Allora non si usava bere quindi mi accontentai di venirle in bocca. Ma lei continuava a piangere e succhiare (glie lo chiesi io di continuare, era così brava quella troia) quindi mi venne nuovamente su e potè finalmente finire quel lavoro di figa che avevo cominciato.
Poi per noninfierire le venni sulle grosse tette che aveva, sporcandole la camicetta.
In quello stato: viso rigato da pianto, sporca di sbroda sul mento e sulle tette e con la camicia vistosamente bagnata, la riaccompagnai alla porta.
Poi tornai nello studio per riflettere: come mi ero potuto innamorare di Elisa e non vedere quanto era troia? I miei sentimenti per lei scomparvero al momento ma pensando a quella grande scopata mi eccito ancora oggi.

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 432): 5.38 Commenti (36)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10