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Troie per un giorno parte I
A.: troie…?
B : Sì A. oggi vogliamo sentirci troie
A : Ma troie quanto?
B : Tanto tanto – lo dice con quell’aria da bimba che mi piace tanto in una ragazza
A : Questo sai cosa vuol dire? Mi volto verso E.
B&E: S-si
A: che abuserò di voi in ogni modo e posizione!
B: sì!
E: …
B. è sempre stata, come dire, una ragazza aperta, e da un po’ di tempo mi ha messo gli occhi addosso, o almeno così mi è sembrato. Forse la mia occasione l’avevo già avuta una sera a casa di E. in cui lei si è ubriacata di brutto e sono rimasto tutto il tempo a farle le coccole, un po’ per dolcezza un po’ pensando “provo a trombarmela?” poi però mi sono accorto che stava davvero male e ho lasciato perdere… ma ora che mi aveva invitato al lago da lei assieme ad E. una mia compagna di classe ero quasi certo che sarei riuscito a farmela… ma non mi aspettavo di potermi fare anche E. … non mi aspettavo di potermele fare tutte e due insieme!
Eravamo in camera da letto loro in piedi davanti a me, io in piedi davanti a loro, il mio cazzo in piedi dentro i boxer.
A: che abuserò di voi in ogni modo e posizione
B: Sì!
E: …
E. sapeva o almeno intuiva che in ogni modo e posizione significava ve lo voglio mettere nel culo forse per questo non aveva detto niente… penso che quell’asola nascosta nel solco delle sue chiappe sode fosse ancora inviolata come del resto anche quella boccuccia un po’ larga che si ritrova, per quanto riguarda B. invece mi sa che l’unica cosa vergine che ha sono le orecchie.
A: guardando negli occhi E. che evita il mio sguardo – per la sborra? Avete problemi?
E.: n-non voglio ingo…
B: la interrompe – E. abbiamo detto troie! Troie! Le troie ingoiano! Non ti preoccupare A. dove vuoi: prendiamo la pillola.
A: ok! Cominciamo
B. fa per togliersi la parte sopra del bikini
A: Ferma!
B: …?
A: I giochi li dirigo io! Sdraiatevi sul letto… vestite!
Obbediscono. B ha un costume azzurro: due tette sode imprigionate in una sottile stoffa, ancora un po’ bagnata dall’acqua del mare, che lasciano intravedere i capezzoli turgidi di voglia, un pareo blu trasparente futile barriera tra me e la sua figa che mi piace pensare stia contribuendo a bagnare gli slip non ancora asciutti dalla mattina in spiaggia. E. invece ha il costume rosso completamente asciutto eccetto per un piccola chiazzetta più scura che si scorge appena nella parte bassa degli slip, è bagnata ma non mi sembra molto convinta. Con un tocco leggero le sfioro la pancia dal diaframma fino alla chiazzetta. Sussulta. Trema un pochino. Le guardo tutte e due: sono inginocchiato ai piedi del letto e ho due ragazze splendide alla mia mercè. Non riesco quasi più a trattenermi la voglia di saltare loro addosso è fortissima, come del resto la voglia di B. di essere penetrata, E. ha il viso di chi dice: “oddio se qualcuno mi vedesse! Ma cosa sto facendo” devo calmarla. La butto sullo scherzo.
A: Allora B. ed E. a confronto prova numero uno: il bacio
Mi sdraio su B. lei allarga le gambe so che il mio membro è appoggiato sulla fessura della sua vagina costumi e pareo unica barriera che non ho ancora intenzione di spazzare via. Appoggio i gomiti oltre le sue spalle con le mani le incornicio la testa e la tiro leggermente verso di me appoggio le mie labbra sulle sue appoggio la mia lingua sulla sua che rotea massaggiando la mia. Voto: 8. 10 secondi di bacio. Ora tocca ad E. stesso trattamento a lei però le gambe la apro io di nuovo so dove è appoggiato il mio uccello di nuovo so che quegli slip non saranno lì ancora per molto. Mi chino. Stavolta le prendo il viso tra le mani, lei chiude gli occhi. Smette di tremare. Bacio. 15 secondi. Le gambe di E. mi stringono il bacino, sento che alza un po’ il basso ventre premendo contro il mio. Che labbra. Prima di concludere il bacio le stringo il labbro inferiore tra le mie, sospira. Voto: 9.
A: vince E.
B: uffi! Voio la rivincita - abbozza un broncetto capriccioso penso “fallo un’altra volta e ti salto addosso, poi vedi cosa ti faccio stringere con quelle labbra” devo resistere. E. intanto ride forse si sta un po’ sciogliendo.
A: dai B. ci sono altre gare che puoi vincere!
B: mi guarda maliziosa - ok.
Mi sgancio da quelle gambe. A: ok seconda gara: tette!
B: uffi! Perdo anche questa - già perché il seno di B. è dritto e sodo ma quello di E. è parecchio più grande.
A: però devo partire da dove ho iniziato
Torno tra le gambe di B. bacio a stampo sulle labbra, mento, collo, clavicole, sterno, bikini…
A: qui però abbiamo un problema! – faccio finta di essere cieco e inizio a palpare il seno di B. infilo delicatamente le dita tra il costume e la pelle fino a che con la punta dell’indice non trovo un capezzolo. Arrotolo il costume sotto il seno e lo vedo nudo, mi ci tuffo con la faccia. B. ride divertita. Intanto che sono tra quelle due meraviglie le slaccio il costume dietro la schiena, poi accarezzandole i fianchi metto le mani su quelle tettine sode e le spingo una contro l’altra e le bacio avidamente. Le stringo i capezzoli con le dita e le divarico di nuovo altri baci.
Ora tocca ad E. con lei non aspetto tiro via il reggiseno con forza slacciandolo e lo scaglio lontano, le guardo come per dire “siete mie” e prendo i capezzoli in bocca uno ad uno li lecco e li succhio, premendo il viso in quel morbido paradiso, troppo morbido.
“Ok passiamo oltre” penso mi alzo e sentenzio vince B.
E: come?
B: evvai
E. è in disappunto dico: Non si contesta il giudizio dell’arbitro. Stringe gli occhi e dice maliziosamente: ok però adesso parti da me!
A: va bene! Apri le gambe la prossima manche è: figa!
Tutte e due sorridono contente con un viso da oh si comincia a fare sul serio.
Conoscono la prassi si riparte da dove ho finito prima. Do un bacino ad ogni tetta mentre nel frattempo con un movimento lento del bacino sfrego il cazzo contro la sua fessura percettibile sotto il costume zuppo, poi scendo con teneri baci, arrivo al pube bacio sopra gli slip, sento un odore che mi accresce la voglia, premo la faccia su quegli slip che ormai sto slacciando dal lato, lei mi prende la testa mi fa premere ancora di più, oppongo resistenza: non è ancora il momento.
Mi alzo quanto basta per far scorrere gli slip e “mi ritrovai in una selva oscura” ma la diritta via la sapevo, quella che porta al clitoride scendo con la parte inferiore della lingua che le fa attrito sui peli prima, sul clitoride dopo e sulla figa poi, arrivo nella zona magica tra l’apertura anale e quella vaginale: si torna su! La lecco tutta come fosse un gelato, lei mugola. La cosa prosegue lo faccio tre volte poi con una quarta leccata porto la bocca sul clitoride, stringo, succhio infilo tre dita nella figa avanti e indietro, quant’è bagnata, poi le dita diventano due le rivolgo con i polpastrelli verso l’alto e inizio a scavare alla ricerca del punto G. accidenti pensavo fosse più facile trovarlo, poi finalmente lo trovo, sfrego forte, veloce lei urla dice: Sì, sì, siiiii. Mi fermo.
E: no non farlo, dai continua, daiii!
A: no! Tempo scaduto tocca a B.
Mi volto verso di lei: ha le mani negli slip e gli occhi chiusi
A: ah! Squalificata! Non vale!
B: DAIIIII! Non me lo avevi detto voglio anch’io una leccata coi fiocchi! Ti preeeego! - Occhi dolci. Sto per tuffarmici selvaggiamente quando E. dice: beh visto che lei è squalificata finisci quello che hai iniziato qua – ho un’idea.
A: No! Prossima manche: il culo.
Tutte e due: sei un bastardo.
A: aspetta! Aspetta! B. avrai la tua leccata
B: vai!
Apre le gambe, le tolgo gli slip in un attimo e vedo questa figa candida, rasata da poco tutta bagnata attraverso il pareo. Che spettacolo! Prendo E. per un braccio e la faccio inginocchiare davanti a quella visione scosto un po’ il pareo e le ordino: lecca!
E: …?
B: dai E. abbiamo detto troie e troie fino in fondo lecca!
Non è convinta le premo la testa e la avvicino le faccio annusare gli umori della sua migliore amica, e dico: è facile, prima lecchi tutto, poi succhi il clitoride e la masturbi con le dita!
B. le mette le mani dietro la nuca e la tira, dopo una prima resistenza E. inizia a darsi da fare. Bene perché ora devo darmi da fare io, zitto zitto mi metto dietro di lei le tocco la figa bagnata e inizio a cospargere l’ano strettissimo con gli umori che le colano dalla vagina E. si alza di scatto: Che fai?
A: ricordi che manche è questa? Culo!
E: ma... io non…
B sentenzia: Troie!
E: sì ma… io non… cioè… - si rassegna - fai piano però!
A: delicatissimo!
Lei torna sulla sua amica io torno su di lei: un po’ con i suoi umori un po’ con la mia saliva e voilà il culo è pronto, mi tolgo il costume, lo tiro fuori, è durissimo, sta impazzendo, sono troppo eccitato, mi sa che non durerò molto. Ora, sì lo ammetto: non ho questo super cazzo stile “ci aro i campi di patate” è un buon cazzo, credo, di 18 cm però abbastanza grosso.
Mi avvicino a quel signor culo che ha E. e dico: “il tocco dell’artista” infilo l’indice (E: ah!) e inizio ad allargarlo, poi metto anche il medio e dopo 10 secondi lo tiro fuori. Appoggio la cappella all’orifizio anale e spingo delicatamente dopo una prima resistenza inizia ad entrare, E. fa per alzarsi ma B. le tiene la testa ferma sulla sua patatina, e mi dice vai A. e piano paino lo spingo sempre più in fondo, cm per cm E. emette dei mugoli forti ma soffocati dalla figa della sua amica, io inizio un leggero movimento avanti e indietro avanti e indietro, E. riesce ad alzare un attimo il viso dalla vagina di B. e urla: “mi brucia!!!” B. “un attimo e passerà! Tranquilla” io intanto aumento il ritmo E. smette quel mugolo quasi di pianto aumento il ritmo ancora inizia e godere, torna spontaneamente a fare il suo lavoretto di bocca, io intanto continua a pompare, com’è stretto, troppo strett… ohhh! Starò pompando sì e no da due minuti e mezzo e già sento che non ce la faccio più provo a rallentare il ritmo ma niente mi sento sempre più vicino all’orgasmo, “ormai è andato” penso “vediamo almeno di godere per bene” il ritmo triplica. Vado sempre più forte, come più forti sono gli “ah” di E. finchè non vengo, non urlo per il piacere, non sono molto loquace se non nei giochetti, ma continuo a pompare diminuendo progressivamente ritmo e intensità, poi smetto del tutto, lo tiro fuori, non passa neanche un secondo che un rivolo di sperma esce colando in mezzo alle chiappe e fin sulla coscia.
E. si alza si volta verso di me mettendo una mano sul suo buchetto, sfondato di fresco, e sporcandosela di sperma. E: eh che me lo volevi spaccare a metà?
B: rompere! Il termine è rompere, perché anche tu, adesso, sei entrata nel club delle R-O-T-T-E-I-N-C-U-L-O. ora però tocca e me!
E. si siede non senza fatica al bordo del letto: Ahi. Bastardi!
Il mio uccello è ancora a metà dell’erezione, non ha ancora ripreso del tutto, ma B. si è già messa a pecora sul letto. Io sono in piedi. La guardo e dico: no no! Tu in piedi!
B: ma sei scemo? Sei troppo alto! - (sono 1,98 lei 1,75 circa)
A: Tu non ti preoccupare!
Si alza, mi si avvicina prende le misure tra il suo bacino e il mio, e dice: ma…
A: girati subito! – si gira – beh tu non sei nuova del mestiere con te la delicatezza è controproducente quindi posso andare subito forte
B tranquilla: va bene però prima… - appoggia il piede destro sul letto aprendo per bene, si mette una mano sulla figa se la agita un po’ e poi la strofina sull’ano, lo fa quattro volte, poi alla quinta - o ubifico un pooò! – quel tono da bambina cazzo non resisto. Sono un fulmine, la mano sinistra vola sulla sua bocca fletto le ginocchia, la mano destra dirige il mio pisello dritto nel suo buchino posteriore e BAM dentro veloce, mi sa che ci ho dato troppa forza perché lei ha saltato. Lei vorrebbe gridare la mia mano glielo impedisce, forza sulla gamba appoggiata al letto per sollevarsi un po’ e compensare i venti centimetri di differenza, la mia mano destra ora è appoggiata sulla sua figa, le dita sono dentro quasi fossero un gancio, non le muovo basta il su giù che fa lei usando il letto, sono tranquillo tolgo la mano sinistra dalla bocca e la metto su una tetta. E. se la ride. B: s-s-e-eiii u-un bas-ah-tar-do-ooh-oh, - Ansima fortissimo - sì sì sì ti adoro. – non mi viene in mente altro che
A: godi puttana
B. mi corregge: troia!
A: troia!
Vai e vai lei si è abituata al mio uccello io mi godo troppo il suo culo, prende in mano la situazione, si mette a novanta io aumento il ritmo, dai che ci dai, sento montare l’orgasmo, rallento, uso al meglio le dita per farla godere di più, a novanta però è difficile, ho il braccio messo in un modo stranissimo e mi devo piegare in avanti per arrivarci e comunque sento che non sto facendo il mio dovere, ho rallentato abbastanza, di nuovo forte, lei urla, gode, si bagna mi chiede di continuare, di farle il pieno, io sono già quindici minuti che pompo, la scopata con E. mi sta facendo durare molto di più, alla terza volta che lei dice fammi il pieno, mi decido le tolgo le dita dalla figa, le prendo i fianchi con le mani, do un colpo più forte che la fa urlare e come prima vado il più veloce possibile, sono un missile diretto nel suo intestino mille e una volta, di nuovo sento che si sta avvicinando l’orgasmo lei mi incita dicendo “dai! dai!” dopo un minuto molto scarso le vengo nel culo. Lei urla un “sììììì” ma io non smetto di pompare, come con E. rallento, e quando mi sono fermato lo tiro fuori, lei si rialza mi abbraccia sento le sue tette appoggiate al mio corpo sudato la sa figa bagnata sul mio pisello che sta perdendo un po’ vigore e dice: ti adoro, chi ha vinto?
A: tu! Il tuo culetto è la cosa più bella che ci sia
Il primo giro lo vince E. 2-1

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