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il sogno che si realizza
Era un classico giorno d’estate che passavamo in piazza. Eravamo sempre i soliti quasi sempre a coppie. Io mi ero stufato della mia ragazza ormai e da tempo avevo un debole x la ragazza del mio quasi migliore amico. Passai tutto il pomeriggio a guardarla cercando di incrociare i suoi occhi verdi, dove spesso mi ci perdevo. Quella sera andammo a giocare tutti a poker dal suo ragazzo e giocò anche lei quella volta. Vinse come al solito un nostro amico, ma mentre giocavamo io e lei ci continuavamo a scambiare sguardi che non sapevo per lei cosa volessero dire. La serata si stava concludendo e stavamo tutti per andare a casa. Appena capii che lei stava scendendo salutai tutti e scesi anche io. Quando fummo giù lei mi disse che non aveva ancora voglia di andare a casa e che aveva un po’ di fame. allora gli proposi di andare a mangiare un pezzo di pizza. Lei accettò e salì sulla moto. Quando potevo cercavo di frenare più bruscamente per sentire i suoi sen sulla mia schiena. Erano abbastanza piccoli, giusto una seconda ma erano dei seni sodi come mi fanno eccitare a me. Al ritorno lei si strinse più forte e mi infilò le mani in tasca sentendo che io ero eccitato tirandole subito fuori imbarazzata. Arrivammo sotto casa sua, io ero pronto a farla scendere sconsolato per salutarla, ma lei disse che era ancora presto e che voleva ancora stare fuori. Mi feci coraggio e gli proposi di salire un attimo da me e di bere qualcosa. Lei ci penso e mi rispose di si. Da quando ero bambino mi piaceva questa ragazza. Per me aveva un corpo stupendo, aveva dei bellissimi seni, dei fianchi ancora più belli con delle gambe favolose e un culo da favola, sempre con pantaloni stretti che accentuavano ancora di più il suo gran culo. Salimmo su da me e lei si tolse la giacca e la posò sul divano. Gli presi da bere e facemmo due chiacchere. Gli feci capire che per me era favolosa. Gli dissi che le sue labbra e la sua bocca mi facevano impazzire e che le sue lentiggini mi facevano eccitare. Lei arrossì e mi provocò prendendomi la mano passando due dita sulle sue labbra umide. Prendendo forza mi avvicinai, con una mano gli scostai i capelli e la baciai. Lei per un attimo rimase immobile, ma poi contraccambiò il bacio. Ci guardammo negli occhi per un attimo e continuammo a baciarci. Io iniziai a leccargli dietro l’orecchio fino ad arrivare a passare la mia lingua sul suo collo sentendo il suo profumo. Lei cercò di stringermi i capelli dietro la nuca poi passando a tirarmi su la maglietta da dietro accarezzandomi la schiena. Mi alzai dal letto per chinarmi al bordo per levarle le scarpe, da li capì che volevo che il suo corpo fosse mio. Lei non disse niente e guardandomi mi aiutò a sfilarsi le scarpe da ginnastica. Adoravo tutto di lei anche i suoi piedi, li massaggiai un attimo e mi tirai di nuovo su sdraiandomi su di lei che nel frattempo si era distesa sul divano. Ci baciammo ancora avvicinando i nostri corpi, facendo salire l’eccitazione. Lei espresse il desiderio di andare nel letto, molto più comodo, io la accontentai subito prendendola in braccio e portandola sul letto matrimoniale, dove la adagiai con cura. Io ero in piedi fuori dal letto e lei si sedette e mi guardò togliendomi la maglia accarezzandomi i pettorali e baciandomi gli addominali, poi mi sbottonò i pantaloni concentrandosi sulla cerniera, io la bloccai e la feci sdraiare a letto salendole sopra, iniziai a morderle delicatamente il collo, tirando via la maglietta, eravamo entrambi molto eccitati.lei rimase con un reggiseno bianco, ed io le feci cadere una spallina mentre continuando a leccarle il corpo scendevo sempre più giù. Arrivai fino ai pantaloni, lei mi stava stringendo per i capelli, le sbottonai i pantaloni facendoli sfilare velocemente, le tolsi pure le calze, iniziai a leccarle un piede, mentre lei con l’altro mi toccava il petto e mi massaggiava il pene. Dal piede continuai a leccarle tutta la gamba, ero arrivato all’inguine e sentii il suo odore, era irresistibile, mi accorsi che era veramente molto bagnata. Era rimasta con un perizoma panna con il bordo fucsia, suo colore preferito. Lei a quel punto mi tirò su e mi fece cadere giù i pantaloni, io me li tolsi completamente e le andai sopra slacciandole il reggiseno e cominciando a leccarle i capezzoli, ce li aveva turgidi, era eccitate e me lo sussurrava all’orecchio. Continuai a scendere leccando e arrivai a spostarle il perizoma, leccando per un po’ le labbra della fica e poi il clitoride, iniziai anche a infilarle qualche dito, mentre stavo leccando dentro. Si vedeva che stava godendo molto, con le dita arrivai fino in fondo mentre le stavo leccando il clitoride, la portai all’orgasmo, lei fece un sussulto,seguito da dei gemiti, mi prese per i capelli e mi porto a baciarla, aveva il fiatone, mi disse all’orecchio che l’avevo fatta impazzire. Mi fece mettere in ginocchio sul letto mi levò i boxer, e lo prese in mano, mi stava guardando mentre lo faceva, e questo mi faceva letteralmente impazzire, quando iniziò a farmi una sega e poi a leccarmelo non capii più niente e mi chiedevo se stessi sognando. Mentre ce l’aveva in mano e me lo menava iniziava a leccarmelo dal basso all’alto soffermandosi poi sulla cappella, faceva passare la sua lingua sulla punta del pene per poi scendere di nuovo. Inizio a prenderlo in bocca succhiando prima lentamente e poi sempre più veloce, il tutto guardandomi. Io le accarezzavo la testa passandole le mani fra i capelli, poi lei si fermò e scese con la bocca alle palle iniziando a succhiare. Aveva le mie palle in bocca mentre stava facendo su e giù. Io stavo quasi per venire non ce la facevo più, la presi e la girai di schiena, facendola mettere in ginocchio a novanta, era gia molto bagnata, io le passai le dita in mezzo alle gambe, e mi portai le dita umide alla bocca assaporando il suo sapore. Era pronta per farsi penetrare, e io non aspettai oltre, infilai il mio membro, con forza e iniziai a spingere con forza, lei ansimava dal piacere, quando arrivavo fino in fondo a ogni colpo lei urlava, le sue mani mi tenevano e mi aiutavano a penetrarla, a volte si portava delle dita in mezzo alle gambe per massaggiarsi. Lo tirai fuori e lo rimisi dentro per diverse volte per massaggiarle le labbra e il clitoride. Stava urlando mentre io la prendevo da dietro violentemente, la sentii venire di nuovo e in quel momento venni anche io, tirandolo fuori e schizzandole tutto sulla schiena. Eravamo stremati e ci stendemmo sul letto, io la stavo accarezzando con piacere i capelli, avevo ancora il cazzo abbastanza duro e lei me lo prese e massaggiandomelo me lo fece venire ancora più duro. Mi venne sopra infilandoselo dentro da sola, iniziando a cavalcarmi,io le presi in mano i seni , passando le dita sui suoi capezzoli. Ci messe poco a farmi venire, si giro di schiena standomi sempre sopra, io avevo le mani appoggiate al suo culo. La feci rimanere di schiena e la portai all’orgasmo con la mia bocca mentre era a novanta. Ci alzammo per andarci a pulire, aveva un corpo irresistibile e la presi mentre eravamo in piedi, mentre gemeva mi mordeva il collo, poi volle andare sul letto e si sdraiò a gambe aperte, io mi misi sopra prendendo le sue gambe mettendomele sopra le spalle e la penetrai sempre con più forza, poi mi portai le sue gambe sopra la testa unendole, colpendola con cattiveria a ogni colpo. Mi urlava di continuare e poi con un gemito mi fece capire che era venuta, avevamo bagnato tutto il letto. Mi fece alzare e si sedette sul letto, prendendolo tutto in bocca, in pochi attimi mi fece venire, e mentre mi stava guardando prese tutto lo sperma in bocca e in faccia ingoiando, continuò a leccarmelo e a pulirmi il cazzo. Eravamo entrambi stravolti, lei rimase a dormire con me e ci svegliammo il mattino seguente insieme, e lei approfittò del mio pene appena sveglio venendomi sopra, stette sopra quasi per un ora venendo più volte, poi ci andammo a fare il bagno insieme coccolandoci, questa è stata la giornata più bella della mia vita

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