STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
La festa della 18enneUna scopata meravigliasa!Anna, la mia calda cuginettaDiario di una ragazza triste...La Coccolina in caloreconviene veramente vendere una casa???Il Falso Ginecologol'allenamento
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

il telefono squilla (seconda parte)
Scritta da: jhonnyrent (4)

A grande richiesta il continuo di il telefono squilla

Questa zoccolona come mi sente dire che ho voglia di scopare sul serio lancia un grido di gioia manco avesse vinto il primo premio della lotteria. Ormai è più di un anno e mezzo che lavoro assieme a Chicca e la conosco bene a sta bagascia. Questo è il classico tipo di donna che se dovesse scegliere tra una scopata e tutto l’oro del mondo non ci penserebbe due volte a optare per la chiavata. Io invece sceglierei tutto l’oro del mondo, che tanto quando sei ricco da scopare ne trovi quanto ne vuoi.
Chicca si mette tranquilla con le braccia in grembo e le gambe ben larghe per far prendere aria alla patonza carnivora. Il suo è un chiaro segnale che vuol lasciare a me tutta l’iniziativa.
- Ok signorina, fammi vedere quanto sei brava- e come prima mossaavvicino a lei il mio inguine e le porgo il pendolo. Lei si lecca il labbro superiore e sorride golosa. Mi prende il glande in bocca e comincia a lavorarselo.
- MMM!- mi fa – Come sa di pulito!-
- E grazie al cazzo- riprendo io, - Sono appena uscito dalla doccia-
Chicca mi da dei colpetti sulla cappella con la punta della lingua, poi me la gratta con gli incisivi. Sta ferma lì a stimolarmi lo sbocco dell’uretere per tenermi sulle spine. Sto al suo gioco mirando la sua testa piena di capelli castani con un striscia tinta di biondo, in ginocchio con le mani nei fianchi vicino al suo capezzale.
Ho finito di farmi una sborrata pazzesca appena dieci minuti fa, ma sento che la sua cura fa effetto perché comincio ad armarmi di nuovo. Lei continua a lavorare di lingua, la muove in maniera svelta e decisa, ha una precisione quasi chirurgica nel fare ciò, mette in campo tutta la sua esperienza in materia di pompini.
Il mio cazzo si fa sempre più grosso e più duro nella sua bocca e lei prende a scendere sempre più giù. Si ficca il mio pezzo di carne lungo la gola, sembra quasi che voglia inghiottirmelo in un sol boccone. Mi vien quasi il presentimento che all’improvviso essa si trasformi in un mostro da film dell’orrore e mi stacchi l’uccello con un morso. Invece lo ricaccia fuori zuppo di saliva e si ferma un attimo per riprender fiato. Il mio cazzo freme di piacere, ha degli scatti convulsi che lo spingono in alto e poi di nuovo in basso. Lei me lo tiene ben saldo stringendo una mano attorno all’asta e poi me lo lecca come fosse un gelato. Con la lingua da delle pennellate da pittrice: prima la cappella, poi l’asta fino alla radice e infine scende sotto alle palle.
Io non resisto più, questa è roba da guinness dello sbocchinamento. Mi sento sconocchiare le gambe. Ecco perché mi sdraio sulla schiena col cazzo ritto che punta il soffitto e lascio che lei gli ci cada sopra con la bocca facendo centro al primo colpo.
Chicca è davvero grandiosa, una pompinara d’altri tempi. Mi sto impegnando davvero a fondo per descrivere la sensazione che sto provando nella maniera più reale possibile, ma ho paura che ancora non riesco a renderle merito come si deve. Non capisco perché si sia presa tutta questa briga di lavorare anche più di dieci ore al giorno per mille euro al mese, quando avrebbe una carriera assicurata nel mondo del porno. Perché Chicca non è solo bravissima a scopare ma è anche un gran pezzo di figa. Alta quasi un metro e settanta per cinquantacinque chili, terza abbondante di seno, culo che normalmente sembra che cammini a pecorina e una carne morbida, vellutata, roba da bagni in vasche piene di latte d’asina come li faceva Poppea, la moglie dell’imperatore Nerone.
La mia bella collega continua a smanazzarmelo e a succhiarmelo e a leccarmelo fino a fracicarmelo. Io non riesco a dire niente, solo a emettere robe del genere “UH!, “AH!” e così via. Sembro un adolescente scemo che va a fottere per la prima volta da un puttana professionista.
Penso che non posso starmene con le mani in mano a godermi da solo il pompino, devo dar soddisfazione pure io a lei. Quindi la porto a me e la faccio stendere sopra di me in modo che la sua passera sia ben diretta alla mia faccia. Ecco che ci avviamo a farci un gran sessantanove.
Chicca imperterrita continua a deliziare il mio fallo fortunato come il superstite di un incidente aereo. Dal canto mio ho la sua fessa che mi guarda minacciosa come la bocca di un vulcano in procinto di eruttare. Emana un calore tremendo, roba da febbrone da cavallo, e cola, vien giù tanta di quella roba che mi pare di aver preso sonno sotto la doccia. Prendo in corpo una bella boccata d’ossigeno aromatizzato col profumo della mona di Chicca e mi tuffo con la bocca a tappare la fessura che lei nasconde fra le gambe.
- Ooohhh!!! Jhonny!- sospira lei non appena sente che ho iniziato a leccarle le pareti della vagina. Minuziosamente le ripasso con la lingua ogni centimetro dell’interno della sua patacca. Ingurgito palate del suo succo monale. Mi ingozzo quasi. Una volta lessi di un caso di una donna che fu portata al pronto soccorso per intossicazione da sperma, io non vorrei che mi venisse un accidente per overdose da umore della fessa di Chicca, perché ne sta producendo proprio tanto, ma tanto, che non riesco ad ingoiarlo tutto e lascio che mi coli dagli angoli della bocca e mi scivoli sul collo e sulla spalla per arrivare in fine a bagnare le lenzuola. La fregna di Chicca è un fiume che è straripato, tutti i liquidi del suo corpo le stanno uscendo dal suo antro arrapato.
Faccio del mio meglio e sento che questo le piace tanto e più si eccita e più si bagna e più contraccambia magnificando il mio cazzo nella sua bocca.
All’improvviso viene e nella mia bocca mi trovo tanto del suo umore che mi va giù di traverso e quasi mi strozzo. Lei ride e mi chiede scusa con aria innocente da bambina persa nel bosco.
- Scusa un paio di coglioni- ribatto io. Mi fiondo su di lei. La rivolto sulla schiena. Le allargo le gambe e buum!!! Le affondo il cazzo fin dentro la bocca dell’utero come un colpo di spada.
Ormai sono senza più freni inibitori, sono un uragano arrivato al punto nel quale sfoga tutta la sua furia. Sbatto il cazzo in quel mare di marmellata calda e odorosa. Vado sempre più in fondo ad ogni colpo, quasi mi fossi messo in testa di aprirla in due mezzene. Lei risponde ad ogni mio attacco con un urlo. È probabile che qualche vicino di casa, non capendo che qui stiamo fottendo come due animali, fra poco chiamerà la polizia tanto è il trambusto che stiamo facendo. Continuo a menarglielo nella fessa che va via via sempre più liquefandosi e lei mi incita a fare di più. Le sue urla di piacere si fanno sempre più alte col passar del tempo. Muove la testa a scatti da una parte a l’altra del guanciale, cerco di tenergliela ferma per buttarle la lingua in gola, ma lei mi morde la punta delle dita facendomi un male cane. Le mollo un ceffone con la mano libera per convincerla a riaprire la bocca. Lei però non demorde.
- Brutta puttana, mi stai staccando le dita- le urlo e le do un altro paio di schiaffoni,
lei apre la bocca solo per dirmi: - Si porco, sono un puttana, sbattimi più forte, offendimi bastardo-
- Zoccola, Troiona, Bocchinara- le ripeto mentre me la fotto come un forsennato.
Nonostante sono infoiato come non mai, non ne voglio sapere di venire, neanche dopo che sono passati venti minuti da quando ho iniziato a pomparmela. Me la chiavo in tante posizioni e ne ho ancora voglia, a dirla tutta passerei tutta l’eternità a fottermi Chicca.
Ad un tratto mi viene in mente che in tutto questo ambaradan ancora non le ho toccato il culo nemmeno una volta. Detto fatto, le sfilo il cazzo dalla fessa bollente e gocciolante, le allargo le chiappe le sputo un po’ di saliva sul buchetto e la infilzo dapprima con la cappella e poi con tutto l’uccello. La pistono nel culo con tutta la forza che ho in corpo. Mi tengo aggrappato a lei con difficoltà perché entrambi grondiamo di sudore manco se stessimo in un forno.
- Aspetta un attimo, ho un’idea- mi frena lei.
Si stacca da me, prende i suoi due cellulari. Mette la vibrazione a quello di forma più longilinea e me lo da. Allarga le gambe più che può davanti a me e mi chiede se riesco ad infilarlglielo nella passera.
Io mi attengo semplicemente alle sue richieste. Con un po’ di impegno riesco a farglielo entrare nella passera per una buona metà. Chicca compone il numero del cellulare che ha dentro di se con l’altro telefonino. Comincia a chiamarsi da sola con la richiamata automatica. Sento il primo cellulare vibrare nella fessa di Chicca che geme senza fine. Si rimette a pecorina con la passerona che le trema tutta sotto l’influsso degli squilli. Non c’è bisogno che aggiunga altro che tanto io già glielo rimesso nel culo.
Chicca ormai è fuori di testa per il piacere che sta provando. Si strappa i capelli di testa, sbrana la fodera del cuscino, prende a pugni il materasso. Avvolgo la sua chioma attorno al mio polso e le tiro la testa all’indietro, la sto domando proprio per benino a questa cavallona. Quel coso che le vibra nella patonza non da piacere solo a lei, ma lo sento anche io che mi crogiolo nel suo bel culone a mandolino. La vibrazione mi produce un solletico molto piacevole che mi stimola come se una mano mi facesse una sega mentre sto pompando.
- Jhonny, Jhonny- urla lei in lacrime, - Figlio di puttana, non azzardarti a venirmi in culo. La tua sborra la voglio per me-
Le stringo forte i fianchi tra le mani e continuo a martoriare il suo bucio di culo col mio cazzone sprucido. Ci do sotto fin quando non ne posso più e alla fine la accontento. Sfodero la mia verga dal suo intestino e le faccio bere sperma a canna dalla mia cappella. Minchia! Quando gliene do! E lei la manda giù dritta nello stomaco tutta d’un fiato senza dire una sola parola. Mi si attacca al tubo fino a quando non me l’ha asciugato e smosciato definitivamente come se non avessimo mai scopato. Dopo aver finito il servizio con me, si toglie dalla figa il suo cellulare. Quest’ultimo oramai non funziona più, è affogato nel suo oro monale.
- Chissenefrega se si è rotto, ne è valsa la pena, ne comprerò un altro- fa spallucce Chicca lasciando cadere l’aggeggio fuori uso sulle lenzuola sudice di chiavatorio.
Mi sdraio sul materasso e resto fermo a godermi gli attimi post-trombata. Allungo il braccio sul comodino e prendo una delle sue Marlboro. Anche lei fuma affianco a me, ma mi da le spalle. Buon segno, vuol dire che almeno per il momento l’ho soddisfatta a dovere. A dire la verità anche io mi sento molto soddisfatto. È stata davvero un gran chiavata. Mi tremano le gambe e il cuore mi rimbalza in gola ogni tanto.
Mi sento troppo stracco per camminare fino in bagno o fino alla mia camera da letto. Decido di addormentarmi dove mi trovo, in fondo che male ci potrebbe essere.

Dopo qualche ora di buon sonno apro gli occhi di colpo. Alzo la testa per guardarmi tra le gambe e vedo la testa di Chicca che ha ripreso col suo fenomenale su e giù. Mi sta di nuovo lavorando il cazzo.
- Ben svegliato- mi fa accorgendosi di me,
- Non ne hai abbastanza?- le chiedo,
- Veramente no- mi sorride lei.
Ci penso un po’ su e poi concludo: - In verità anche io ricomincerei-

Per contatti: jhonnyrant@hotmail.it

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 80): 6.98 Commenti (2)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10