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Suono al citofono, mi apre senza rispondere, salgo lentamente le scale
ed entro perchè la porta è socchiusa.
La trovo seduta in mezzo al salotto, con le caviglie ammanettate alle
gambe della sedia e i polsi ammanettati dietro allo schienale.
La luce è molto bassa, ci sono solo alcune candele accese. Prendo una
sedia e la metto davanti a lei, mi siedo e mi metto a guardarla,
ammirarla direi, è stupenda, lei mi fissa e non dice una parola.
La sua pelle brilla nonostante sia quasi buio, si è sicuramente
massaggiata tutto il corpo con dell'olio. Ha i capelli sciolti sulle
spalle, lucenti, splendidi. Si è solo truccata gli occhi,
completatmente di nero con delle ciglia finte lunghissime, sa che lo
adoro.
Indossa una sottoveste nera totalmente trasparente molto corta, ha i
capezzoli turgidi, deve averci strofinato sopra per un bel po di
tempo, fino alle lacrime, del ghiaccio mentre mi aspettava.
Il babydoll non riesce, non vuole nascondere il suo tanga microscopico
nero di pizzo. Sotto riesco a intravedere le labbra, perfettamente
depilate, e il luccichio del mio ultimo desiderio, un piercing sul
cappuccio del clitoride.
Si è messa un paio di autoreggenti a rete, a maglia molto larga, con
la fascia sottile, in modo che facciano risaltare la raffinatezza
delle sue decoltè nere. Adora questi contrasti, puttana e donna per
bene, e lo dimostra anche così.
Sento il suo profumo, il profumo dell'olio per il corpo e l'odore
della sua eccitazione, so che ha paura e quindi si sta eccitando da
morire.
Mi alzo lentamente, in silenzio, e mi metto in piedi dietro di lei,
lei rimane perfettamente immobile e zitta.
Le accarezzo i capelli, massaggiandole la testa e le spalle. Non si
rilassa, continua a rimanere impassibile. Scendo pian piano sui suoi
seni, con la punta delle dita le faccio inturgidire di nuovo i
capezzoli. Sento che il suo respiro sta cambiando e che si sta
eccitando sempre di piu', ma continua a non lasciar trasparire niente.
Le abbasso le spalline e le afferro dolcemente i seni chinandomi su di
lei, le scosto i capelli e comincio a baciarla sul collo e a
respirarle vicino all'orecchio. Sento che sta cedendo, il suo cuore
batte fortissimo, il suo respiro è affannoso e cerca in tutti i modi
di accarezzarsi il clitoride stringendo le cosce, ma non ci riesce.
Dopo una decina di minuti crolla, le esce un flebile e debolissimo
gemito.
Sa che da questo momento in poi per lei sarà l'inferno.
[to be continued....]

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